Circa un mese fa una ricerca dell'Università di Saint-Etienne pubblicata su "Nature Communications" premiava i padri assicurando che hanno la stessa capacità delle madri di riconoscere, tra tanti, il pianto del proprio pargolo. Ora invece arriva una nuova "retrocessione" per il padre, stando ad una ricerca pubblicata su "Neuroreport" e condotta soprattutto da studiosi italiani. A 18 adulti è stato chiesto di ascoltare della musica rilassante, capace di attivare i circuiti nervosi del "mind wandering" (lett. "la mente che vaga"). Alla musica si sovrapponeva poi il pianto di un neonato. Gli autori hanno notano che "Mentre il cervello delle donne scatta subito in condizione di attenzione appena sente il pianto, quello dell'uomo rimane in quiete, sia se è un genitore sia se non lo è".