in foto: Palline di plastica per evitare la siccità

Un'idea interessante arriva direttamente dalla California, nello specifico da Los Angeles, dove il sindaco Eric Garcetti ha deciso di riversare 96 milioni di palline di plastica nere sul bacino idrico di acqua potabile della città. Il motivo di questa scelta originale è legato al rischio siccità a cui costantemente va incontro la città degli angeli: qui infatti, a causa del grande caldo, evaporano circa 300 milioni di galloni di acqua ogni anno.

Il progetto è costato 34,5 milioni di dollari, che si traducono in circa 36 centesimi per pallina, e ha permesso di ricoprire una superficie di 175 acri (710.000 m²) dove sono raccolti 3,3 bilioni di galloni di acqua (12,5 bilioni di litri). I responsabili di questa soluzione ecologica hanno scelto di optare per le palline viste le dimensioni della superficie da coprire: il preventivo per la realizzazione di un semplice telo protettivo era di 300 milioni di dollari, una spesa inarrivabile che avrebbe implicato, tra l'altro, la necessità di dividere in due parti il bacino idrico.

Ogni pallina ha un diametro di circa 10 cm ed è realizzata in polietilene ad alta densità, un polimero termoplastico che si ricava dal petrolio adatto per non rovinarsi al contatto con l'acqua. Secondo i realizzatori, queste palline dovrebbero durare circa 10 anni e non dovrebbero emettere sostanza chimiche nell'aria. Sono di colore nero perché al loro interno contengono carbone che aiuta ad assorbire i raggi UV del sole. Così facendo impediranno all'acqua di evaporare sotto le alte temperature. Ma non è tutto. Queste infatti ridurranno anche la crescita incontrollata di alghe e batteri e la formazione di reazioni chimiche che rilasciano sostanze dannose nell'aria.

Non è la prima volta in cui le palline vengono impiegate per preservare i bacini idrici, già nel 2008 infatti ne hanno fatto uso i bacini Upper Stone, Elysian e Ivanhoe.

[Foto copertina Facebook Los Angeles Time]